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La tela della diocesi

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L’iniziativa LA TELA DELLA DIOCESI nasce in seno ad un’attenzione storica al tema del lavoro e dei suoi cambiamenti sul territorio piemontese, unita all’esigenza di rilanciare e innovare il ruolo economico della città, impiegando le risorse e le reti presenti sul territorio in modo sinergico e complementare. L’Azione Cattolica di Torino in partenariato con l’Ufficio diocesano per la Pastorale Sociale e del Lavoro (UPSL) e il Progetto Policoro, la Gioventù Operaia Cristiana (GIOC) e il Movimento dei Lavoratori di Azione Cattolica (MLAC), intende realizzare uno “spazio abitato” all’interno del quale si sviluppi uno stile di lavoro cristianamente ispirato (co-working) e in cui ci si confronti e si dialoghi (osservatorio) su quelli che sono i cambiamenti in atto nel mondo del lavoro. L’idea progettuale è quella di creare uno spazio di co-working, dove si sviluppi una comunità di lavoratori che fanno esperienza di lavoro dignitoso. Per lavoro dignitoso s’intende un lavoro che risponda ai bisogni della persona, sviluppando la propria identità professionale, dandole modo di socializzare questa sfera importante della vita, acquisendo quel reddito necessario per vivere da soli o con la propria famiglia. Creare uno spazio di lavoro della Diocesi significa incarnare una presenza ecclesiale nella dimensione più rilevante (almeno in termini di tempo) che oggi investe l’uomo, ovvero il lavoro. Esserci, per essere accanto, per essere insieme, per provare a vivere uno stile cristianamente ispirato fatto di relazioni professionali che promuovano e non ostacolino, che si mettano in rete, piuttosto che competere. Non si sceglie questo spazio perché è bello, attraente, efficiente o tecnologicamente avanzato, ma lo si sceglie perché in esso si possono vivere relazioni autentiche. In effetti, uno dei paradossi dei contesti lavorativi attuali è che da un lato si promuove l’esigenza di sviluppare competenze trasversali anche di natura relazionale, dall’altro sviluppano forme di lavoro sempre più solitarie e isolate che sembrano richiedere soprattutto abilità tecniche e pongono le persone in stati di profondo isolamento sociale. Il lavoro dignitoso è rispettoso della salute e della sicurezza del lavoratore. Anche se probabilmente nessun lavoro che potrà essere svolto nello spazio di co-working potrebbe sembrare in prima battuta pericoloso, bisogna ricordarsi che oggi, uno dei principali rischi per il lavoratore è lo stress che crea danni non soltanto di natura psicologica, ma anche di natura fisica. E’ necessario allora salvaguardare per tutti i lavoratori che useranno il co-working il diritto alla pausa, al riposo, alla vacanza, alla disconnessione, al non pensare alla propria attività lavorativa. Infine è un lavoro dignitoso quello che rispetta la dignità del proprio cliente, chiedendo compensi equi e in linea con quanto previsto dal mercato e rispettando quelli che sono i doveri di trasparenza fiscale. Al contempo il progetto prevede lo sviluppo dell’Osservatorio diocesano, ove aiutare le persone a riflettere su quali siano i limiti da porre alla corsa agli obiettivi, in modo da poter dare spazio e tempo a tutte le dimensioni della vita: la famiglia, gli amici, la fede ecc. L’Osservatorio diocesano sarà caratterizzato da un palinsesto di appuntamenti (vedi volantino) ove verranno affrontati temi di interesse, quali ad esempio i cambiamenti negli spazi sociali (costruzione della propria identità), cambiamento organizzativo, cambiamento culturale (i giovani che guardano al lavoro e lo raccontano), cambiamenti glocal (l’internazionalizzazione del lavoro e il mantenimento delle culture locali), ma anche incontri più pratici (strumenti di avvio all’imprenditorialità, consulenze legali, orientamento post laurea etc). Per questa attività sarà prezioso l’apporto professionale dei componenti della/e rete/i associativa/e. Verrà particolarmente valorizzato lo scambio tra pari e lo scambio tra generazioni.
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