NUTRIRE - NUove TRaiettorie di Integrazione e RElazione

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Il percorso migratorio, e il conseguente inserimento più o meno transitorio in una società diversa da quella di provenienza, obbliga il migrante ad una continua rielaborazione del proprio pensiero e della propria capacità di adattamento a contesti radicalmente differenti. Proprio per questo, se da un lato le politiche migratorie necessitano di un approccio multidimensionale nazionale e sovranazionale, è anche vero che il processo di integrazione avviene, spesso, sul territorio in un ambito geografico di dimensioni molto contenute. La fase di accoglienza dei migranti, che è una delle sfide più complesse da realizzare, deve realizzarsi, usando le parole di Papa Francesco, con un «cuore sempre aperto, prudenza e vicinanza umanitaria». Queste sono le premesse teoriche alla base di questa iniziativa progettuale, denominata NUTRIRE (NUove TRaiettorie di Integrazione e RElazione), un acronimo che richiama alla mente i temi legati al cibo in quanto intende sottolineare che il ben-essere di un territorio richiede sostanza, “nutrimento” di valori, vale a dire cultura, proposte, idee. In un contesto di semi-periferia urbana della città di Roma, che vede la presenza di diverse comunità di immigrati e nel quale si sono verificati alcuni episodi di intolleranza e di violenza, il progetto si pone l’obiettivo di costruire un percorso che consenta di far conoscere la cultura di provenienza degli immigrati, le loro arti e i loro mestieri, le loro storie e tradizioni al fine di facilitare una maggiore coesione sociale e avviare ad una maggiore laboriosità. Per realizzare questi obiettivi il progetto si propone inizialmente di colmare una lacuna informativa, raccogliendo e catalogare tutte le informazioni del contesto dove si andrà ad operare, realizzando uno studio dal carattere di ricerca sociale, che partirà con un questionario volto a comprendere il patrimonio culturale e di diversità etnica che contraddistingue l’area di riferimento e le zone limitrofe. Questo pacchetto di conoscenze costituirà la base informativa per poter costituire in modo strutturato una serie di laboratori informativi e inter-culturali dove approfondire e presentare tradizioni, usanze, costumi, religioni e più in generale il patrimonio materiale e immateriale che contraddistingue le comunità presenti nella zona di riferimento. I laboratori avranno come tema quattro aspetti principali delle tradizioni culturali: arti e mestieri, religione e costumi, musica e cultura, prodotti tipici e alimentazione. A partecipare ai laboratori saranno invitati i rappresentanti delle diverse comunità locali. Ogni laboratorio tematico, che avrà la durata di un mese, si caratterizzerà per tre fasi: 1) predisposizione di pannelli informativi sul tema del mese; 2) elaborazione di prodotti realizzati secondo le tradizioni dei diversi gruppi; 3) dialogo e confronto con le associazioni e i principali rappresentanti del territorio sul tema del mese (associazioni di categoria, Caritas, diocesi locale, istituti scolastici, amministratori pubblici, comitati di quartiere). Nel corso dell’evento pubblico saranno discussi (con l’aiuto di esperti) i temi trattati nel corso del mese e saranno presentati i lavori esposti nei pannelli e i prodotti (manufatti) realizzati. Il confronto tra culture sarà in grado di stimolare e promuovere forme di relazione più durature nel tempo, nonché nuove forme di laboriosità. Il coinvolgimento di diversi soggetti e realtà locali già presenti e attive sul territorio è un elemento distintivo dell’iniziativa e potrà garantire anche un adeguato riscontro in termini di impatto su un ventaglio di soggetti più ampio. La presenza stabile di un partner di progetto nei locali che ospiteranno i laboratori e gli incontri faciliterà anche il dialogo e l’accoglienza dei diversi soggetti. Particolare cura sarà rivolta all’aspetto della comunicazione, che rappresenta un elemento chiave per il coinvolgimento dei cittadini e la visibilità dei risultati finali.
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